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Realtà aumentata: facciamo il punto della situazione – Parte 1

Realtà aumentata: di cosa parliamo?

Primo esempio: Pokemon Go. Alzi la mano chi non sa cosa siano almeno per sentito dire. Sono solo l’ennesimo caso, di sicuro il più famoso, di quel fenomeno che quelli bravi chiamano “realtà aumentata”. E non solo: in questi giorni l’uscita del nuovo I-Phone ha destato interesse perché è il primo smartphone con la possibilità di leggere contenuti in realtà aumentata integrati nella fotocamera in maniera nativa. Mentre finora con gli altri smartphone puoi farlo lo stesso ma scaricando prima l’applicazione relativa a ciò che vuoi fruire in modo “aumentato”. Da qui la voglia di rifare un punto della situazione su ciò che c’è attualmente sul mercato e su cosa ci aspetta.

Cenni tecnici

Definizione: la realtà aumentata è l’aggiunta di informazioni, tramite un “piano” virtuale”, al mondo reale. È un po’ come quando da piccoli si attaccava un foglio di carta alla finestra e si disegnavano cose fantasticando che prendessero vita e interagissero col mondo reale. Questa detta in breve. Tecnicamente è più complessa di così. In pratica posiziono un oggetto, un video, un’animazione, insomma il mio contenuto “aumentato” in un’applicazione. Decido se questo contenuto deve attivarsi su una posizione geografica precisa oppure nel momento in cui inquadro una determinata immagine, detta “marker”. Aggiungo a questa applicazione la possibilità di scattare fotografie tramite la fotocamera. Una volta attivata la fotocamera tramite la mia applicazione… TAAAAAAAAC! Scatta la magia! Appare il mio contenuto e ne usufru…  ne fusufrufru… ne usubusu… insomma mi ci diverto. Ho amici che hanno raccolto Pokemon Go fino a qualche tempo fa, ora stanno ancora cercando di capire come smaltirli, se nell’indifferenziato o nell’organico. Si attendono risposte dalla Niantic.

Sì ma a cosa serve?

Gli utilizzi della realtà aumentata sono ormai davvero alla portata di tutti, e sarà sempre più così. Qualcuno stima giri d’affari per tredici miliardi di dollari, e questo ancora prima che l’azienda con la mela morsicata si appropriasse del toolkit per la realtà aumentata più funzionante al momento per entrare in gioco a testa bassa sfornando il suo ArKit.

Settori di utilizzo: gaming

Non potevamo non iniziare dal fenomeno degli ultimi anni. Quei Pokemon Go che hanno rimbecillito mandrie di bambini rimbecilliti come zombie rimbecilliti a caccia del prossimo Pokemon da catturare roba che manco George Romero si sarebbe mai potuto immaginare nei suoi sogni più sfrenati. Lo scopo del gioco? La cattura di mostriciattoli. La parte “intrigante”? I mostriciattoli sono davvero sparsi per il mondo, anche nella tua città. Milioni di download in pochissimi giorni e una citazione, tra le altre cose, pure in una puntata dei Simpson. Nb: Homer, raccogliendo mostriciattoli in un cimitero a modo suo cita anche una delle polemiche seguite al gioco: il posizionare mostriciattoli in luoghi che meriterebbero un po’ più di rispetto come il parco della Memoria di Hiroshima o il Museo dell’Olocausto in America. Svista corretta nelle nuove versioni.

 

I Pokemon Go hanno avuto la “fortuna” di vedere la luce in un momento favorevole, da lì il loro successo. Ma non sono sicuramente i primi nel settore del divertimento. Già la Playstation (all’epoca PS3, un secolo fa ormai!) aveva provato, complice un maghetto con gli occhiali, a sfornare “Wonderbook”; un libro di magie composto di immagini marker che, inquadrate dalla camera della PS, davano vita a un’esperienza interattiva molto interessante.

 

E siccome è sabato sera e m’aggio sfracantumat la uallera a scrivere per ora mi fermo qui. Nelle prossime puntate continueremo quest’analisi semiseria della “Augmented Reality”.

Stei tiùnd!


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Adoro viaggiare, l'Egitto, il blues, una serata in compagnia di birra e amici. E le mie 4 splendide nipotastre. Non posso vivere senza di loro così come non posso fare a meno di nominare tutti i livelli dei miei file psd, anche se ne hanno solo 4.

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