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Palette colori nei fumetti online, un vero e proprio marchio di riconoscimento.

WEB&COMICS palette color_cover

Una buona palette di colori in comunicazione è quell’elemento che può fare la differenza e le comic strip sui social network non si esimono da questa regola. In questo articolo alcuni casi hanno fatto del colore il loro marchio di riconoscimento.

Il colore è la prima cosa che ci attira, la ciurma dei Pirati lo sa bene: il colore è uno dei pilastri su cui si fonda la riconoscibilità di un marchio, un logo.
Una scelta azzeccata di colori è fondamentale per il successo di un marchio.
Fa in modo che le persone vedendo quella combinazione di colori la associno subito al marchio aziendale: il rosso Coca Cola, il viola e l’arancio di Fed-ex, il giallo di CheBanca, il giallino del Mulino Bianco, e questi sono solo i primi che ci vengono in mente e la lista sarebbe interminabile.

Perché questa parentesi sul brand design in una rubrica che parla di fumetti sul web?

Come anticipato nel primissimo articolo introduttivo a questa rubrica, il mondo del fumetto è come un grosso contenitore in cui si va ad attingere da più mondi: l’importanza del colore è, come già detto, uno dei pilastri fondamentali per chi si occupa di disegno, illustrazione, grafica… insomma, per chi fa della comunicazione visiva il proprio pane quotidiano.

Questa lezione devono averla imparata bene alcuni fumettisti attualmente noti nella dimensione di Facebook, che hanno avuto l’accortezza di legare le loro strip (il nome deriva dall’origine storica del fumetto, che nacque e si diffuse sui quotidiani come contorno alle notizie con sequenze di 4-5 vignette messe a striscia) non solo attraverso la caratterizzazione dei personaggi o alla “storia” ma anche attraverso una scelta ben definita della propria palette cromatica.

Di seguito troverete quattro fumettisti che si sono distinti per questa caratteristica interpretando il concetto di combinazione cromatica (con una palette colori più o meno serrata), secondo il proprio gusto e necessità.

Scopriamoli insieme.
N. B. Gli autori sono in ordine di numero di colori nella loro palette.


Labadessa

labadessa cover

www.facebook.com/mattlabaart

Mattia Labadessa, giovane illustratore diventato virale su Facebook grazie alle sue vignette con protagonista il suo uomo-uccello, arriva alla pubblicazione con Shockdom del libro “Le cose così”.

La palette cromatica

Il giallo onnipresente, il rosso, il nero… una pennellata di bianco qua e là.

palette_labadessa
Curiosità

Da un’intervista con Rolling Stone:

Nessun motivo particolare dietro la scelta di uccello come protagonista?
Non c’è un vero motivo, no. Potrei dirti che ho scelto l’uccello perché rappresenta l’uomo: un uccello senza ali, che potrebbe fare qualsiasi cosa, come volare. Ma in realtà non è così. Ho scelto questo personaggio perché mi piaceva e perché mi ci ritrovo un sacco.

Per sapere il perché dello sfondo giallo a quanto pare bisogna leggere l’introduzione del libro 🙂

 


Torti Marci

torti marci cover

www.facebook.com/tortimarci

Le sue informazioni su Facebook:

Torti Marci: l’alter ego del fumettista Riccardo Torti.
Ha una buona parola per tutti.

Se Torti Marci fosse un giorno della settimana, probabilmente sarebbe il Lunedì.
Caustico e irascibile, questo personaggio inventato fa capolino sulle nostre bacheche con le sue strip umoristiche che catturano la nostra attenzione non solo per i contenuti cinici che piacciono tanto al popolo dei social, ma anche grazie all’uso del colore e al tratto deciso.

Ha di recente pubblicato il suo libro “e vissero tutti felici e conTorti”.

La palette cromatica

La palette con questo vignettista non è a dire il vero fissa, ma si base su due o al massimo tre colori per ogni strip scegliendo colori vivaci e spesso a contrasto oppure giocando sull’intensità del colore, più tenue sullo sfondo e più marcato per il personaggio protagonista.

palette_torti marci

Curiosità

Dietro questo personaggio che “allieta” le nostre giornate su Facebook si nasconde un disegnatore che fa parte delle scuderie… (rullo di tamburi) di casa Bonelli. Possiamo trovare il suo zampino in Dylan Dog (Maxi Dylan Dog Old Boy #26) e in 4Hoods: quattro piccoli eroi incappucciati in uno scatenato mondo fantasy, una serie a fumetti young della Sergio Bonelli Editore creata da Roberto Recchioni.

 


Il Baffo

www.facebook.com/ilbaffogiuliomosca

Giulio Mosca, Motion and Graphic Designer freelance. Il suo personaggio Il Baffo nasce sul treno di rientro dalle vacanze di Natale nel silenzio digitale di un i-pad.

La palette cromatica

I colori sono quelli con cui era in sintonia in quel periodo: il blu, il rosso e il nero… il giallino a quanto pare è stato aggiunto in una fase successiva. Con il Baffo però non possiamo parlare di colori pieni bensì di gamme: nei suoi lavori possiamo vedere anche un trattamento sulle ombre e l’utilizzo di vari toni di grigio.

palette_baffo

Curiosità

Alcuni lo hanno accusato di essere troppo sulla scia di Labadessa, che Giulio (leggendo la sua pagina) fra l’altro ammette anche di ammirare. Ora, non per fare l’avvocato del diavolo ma non vedo questo scandalo, l’unica cosa che effettivamente hanno in comune è la scelta di una palette cromatica molto rigida (anche se con un approccio totalmente diverso).

Forse è per la tematica scelta… ma anche in questo caso leggo due approcci diametralmente diversi, in Labadessa troviamo una sorta di esistenzialismo popolato da animali antropomorfi che inscenano il loro “teatro dell’assurdo” con battute dal taglio surreale.
Il Baffo è invece estremamente vincolato alla quotidianità, è un umano… blu ma pur sempre umano: sono i pensieri, talvolta un po’ goliardici, senza filtro del nostro vivere quotidiano. È quello che non diciamo per educazione e convenzioni sociali.
Trovo molto interessante questo dissing in stile rap in cui probabilmente neanche i due chiamati in causa si rendono conto di farne parte. Seguiremo gli sviluppi ;P


Daniel Cuello

cuello cover

www.facebook.com/danielcuello

la biografia sul sito danielcuello.com:

Mi chiamo Daniel Cuello e come tutti ho iniziato a disegnare da bambino. Solo che non ho mai smesso. Sono nato a Córdoba (Argentina) ma vivo in Italia da parecchi anni e nonostante questo non ho mai imparato a fare la pasta al dente. Qui, da autodidatta, ho imparato a disegnare e a raccontare. Sono parecchio attivo sul web, considero twitter e facebook il naturale prolungamento del mio sito, lì potrete seguirmi, scrivermi o semplicemente guardare i miei disegni.

 

La palette cromatica

Per quello che riguarda la palette cromatica in questo caso possiamo parlare addirittura di colori virati.
La sua caratteristica più forte a livello di trattamento è la scelta di usare il marrone per la linea, fra l’altro non pulita e definita ma in stile sketch, e tutto un set di colori dal gusto retro con tinte e passaggi di colore delicati.

palette_cuello

Curiosità

Oltre alle sue strip sulla pagina Facebook e al suo lavoro anche come grafico e social media manager, Daniel Cuello è autore dei disegni de Il mio secondo dizionario delle serie tv cult, preceduto lapalissianamente da Il mio primo dizionario delle serie tv cult.
Inoltre BAO Publishing ha pubblicato l’11 maggio Residenza Arcadia, la nuova graphic novel di Daniel Cuello. Qui la sinossi ufficiale:
“Un condominio, nella periferia di una grande città. Liti e battibecchi tra condomini, in un’escalation di lentezza geologica tra incomprensioni ataviche e antipatie immotivate. Sullo sfondo, una dittatura militare”.

 

In conclusione

Questi sono esempi molto particolari, ma rappresentano solo una piccola parte della galassia delle strip che possiamo trovare sulle pagine dei social. Professionisti con un gran senso del colore… e per chi non ce l’ha questo fantomatico senso del colore? Studiarne la teoria può essere un primo passo, provare, sbagliare, esercitarsi finché la distanza fra quel soggetto che avevamo in mente e quello che effettivamente realizzeremo e diventerà sempre più breve.

 

 


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http://www.behance.net/aexentia

Infiltrata nella ciurma de I Pirati Grafici come "Pappagallo della settimana", in rete sono più nota come aexentia: ormai uso questo soprannome da così tanto che potrei metterlo anche sulla carta d'identità. Grafomane sin dalla più tenera età approdo alla NABA dove inizio ad apprendere le basi per navigare fra i sette mari della grafica... ma le ossa e le cicatrici si faranno con l'esperienza e dopo più di dieci anni in balia dei venti. Seguo le vaste distese del graphic design: ho acquisito una certa dimestichezza col mondo del licensing, lavoro come freelance e sono art-director della rivista ufficiale di un'associazione divulgativa. aexentiadesign@gmail.com

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