Exaprint adobe-stock
Exaprint adobe-stock

Realtà virtuale che parla italiano: Gates Of Nowhere

Realtà virtuale 2016; com’è cambiata, come si evolve, cosa ci aspetta.

Non c’è un cavolo da fare: giocare è una cosa seria, e alla Symmetrical lo sanno fin troppo bene!

Scenario: Creative Pro Show 2016, decima edizione, Roma. Appena arrivato mi dico: “Toh, quest’anno hanno tolto i divani, e dove faccio io la pennichella dopo pranzo? Ma cosa c’è lì?”. Una prima, innocente domanda lascia il posto, man mano che ci si avvicina, ad una certezza: stai davvero per provare un’esperienza che ti manderà fuori di testa!

Giordano mi accoglie e mi mostra con gentilezza e cortesia i comandi e cosa dovrò fare (in realtà sbuffa e sembra dire “ma questo da dove cavolo è uscito?”, ma non posso scriverlo altrimenti non mi fa provare gli avanzamen… oh Giordano, ma sei qua! Ciao carissimo lo sai che sei sempre stato un ottimo amico!). Breve brief per imparare ad indossare e utilizzare i controller. Indossato il visore (per i technocuriosoni: Htc “VIVE”) inizio la mia caduta nella tana del Bianconiglio. Il senso di immersione è pressoché totale, e pensare che, come mi fa notare Caron… pardon, Giordano, ho provato la versione senza audio!

Prendo confidenza col gioco, e man mano che seguo letteralmente la scia di sangue che mi indica il sentiero da seguire – mi sento tanto Pollicinorror – una domanda si fa strada nella mia testa: ma da quanto tempo parliamo di “realtà virtuale”? E quanto è cambiata da quando “Il tagliaerbe” provava a turbarci con le sue visioni futuristiche mentre oggi non farebbe ridere nemmeno un ragazzino al catechismo? Giro la domanda al mio personalissimo Caronte e cappellaio matto messi assieme “Giordano”, co-fondatore della Symmetrical.

[pao] Giordà, che ne pensi dell’evoluzione della realtà virtuale dal “Tagliaerbe” ad oggi?

 

Il tagliaerbe.png

 

[gio] “Il tagliaerbe” forse è una delle prime cose che vengono in mente quando si sente parlare di “realtà virtuale”. Basti pensare che parliamo del 1992, un bel mucchio di anni a livello “temporale”, e anni luce se parliamo in termini di “vita informatica”.

 

[pao] Un gioco RV bello e fatto in Italia? È finito lo strapotere targato USA?

[gio] È una speranza e soprattutto grazie a internet e alla digital distribution il mercato si è aperto a tutto il mondo nello stesso modo. Il mezzo ora ce lo abbiamo dobbiamo essere noi in gradi di sfruttarlo a pieno. E non è il solo strumento che abbiamo a disposizione, basti pensare che i motori 3D AAA fino a pochi anni fa costavano decine di  migliaia di euro e oggi sono gratuiti, o comunque ad un costo abbordabile da tutti gli sviluppatori indipendenti.

 

[pao] Ti va di parlarci delle specifiche del progetto? Quante persone ci lavorano dietro, com’è nata l’idea, quanti caffè consumate al giorno? Fazzoletti di carta consumati in caso di raffreddore? Sai, i fondamentali…

[gio] Lavorare alla realizzazione di un videogioco è molto complesso ma altrettanto appassionante e soddisfacente, alla lunga. Ad oggi hanno lavorato a Gates Of Nowhere una decina di persone e siamo riusciti a ottenere questo risultato poiché molti sono sviluppatori esperti.

L’idea di Gates Of Nowhere è nata da una sperimentazione con HTC Vive durante la quale abbiamo notato come, l’utilizzo degli stick,  portasse a giocare in maniera del tutto naturale con spada e scudo. Unendo poi il fatto che siamo tutti appassionati di giochi di ruolo, la costruzione di un dungeon pieno di mostri è uscito fuori abbastanza velocemente.

Ganasce ai piedi e tante ore di lavoro al giorno, dimenticando cosa volesse dire vacanza, sono gli ingredienti necessari per realizzare un prodotto di qualità. E noi siamo ancora in fase pre Alpha quindi ne abbiamo di strada davanti.

 

gates of nowhere

In alto un ambiente di gioco testato al CPS, in basso la versione definitiva attualmente in lavorazione.

 

[pao] Quali sono i tempi di lavorazione impiegati per, ad esempio, il livello della demo di realtà virtuale “vissuto” al Creative Pro Show a Roma?

[gio] La demo presentata al CPS è stata montata in pochi mesi al fine di poter avere un primo livello giocabile e poter testare alcune dinamiche di gioco. L’intenzione e stata quella di permettere a chiunque di avere un’esperienza in realtà virtuale con Gates Of Nowhere; ovviamente il giocatore esperto si divertirà di più con la versione completa del gioco.

 

[pao] Psss. Ehi. Shhh! Senti maaa… quanto costa metter su uno “scherzetto” così? Basta la paghetta o avete iniziato a rapinà vecchiette fuori dalle poste?

[gio] Ovviamente la pensione di nonna non basta per finanziarsi il giocattolo, a meno che non sia la regina d’Inghilterra. I soldi per mettere su un team di sviluppo non sono mai abbastanza e, soprattutto, la cosa più importante è trovare le persone giuste con cui collaborare.

 

[pao] A parte dal balcone le varie fidanzate/mogli che lanceranno il gioco dei rispettivi compagni/mariti, ma per il lancio del prodotto cosa è previsto?

[gio] Eh purtroppo non posso anticipare nulla su questo. Parlando delle fidanzate, però posso dire una cosa: Gates Of Nohwere riesce a tirare fuori lo spirito combattivo delle ragazze. Durante le fiere, ho visto più ragazze comportarsi da guerrieri UrukHai piuttosto che ragazzi.

 

A proposito di spiriti combattivi: il prode capitano Pat mentre cerca di far luce nelle segrete del castello

 

[pao] Hai/avete presentato il gioco nelle manifestazioni più importanti: che idea di target ti sei fatto? Faccia da nerd e brufoli?

[gio] In realtà il pubblico è stato molto vario durante le fiere: abbiamo visto ragazzi e ragazze appassionarsi al gioco così come adulti. Probabilmente perché la Realtà Virtuale è la novità dell’anno e, finalmente, è accessibile a tutti. È importante anche sapere, però, che il nerd di oggi non è più quello di venti o trent’anni fa. Io sono nerd vecchia scuola e, come tanti miei coetanei adolescenti a cavallo tra anni ’80 e anni ’90, ho dovuto tenere nascosta la passione per l’avventura, i mostri e i draghi per non essere marchiato come sfigato. Adesso lo status Nerd ha vinto ed è diventato Pop. Adesso se giochi e lo fai sapere al mondo sei il più fico di tutti grazie ai social network e, quindi, l’icona dell’adolescente sociopatico e sfigato è stata totalmente abbandonata. La “faccia da nerd” attuale è un maschio Alpha.

 

realtà virtuale targata italia

Questi sono due nerd

 

Che dire? ARRR!!!!

[pao]

Article Tags:
· · · · · · · ·
Article Categories:
Curiosità dal mondo · Grafica 3D · New tech · News · Novità
Likes:
0 Fai like per primo!
20
http://laboratoriografico.altervista.org/

Adoro viaggiare, l'Egitto, il blues, una serata in compagnia di birra e amici. E le mie 4 splendide nipotastre. Non posso vivere senza di loro così come non posso fare a meno di nominare tutti i livelli dei miei file psd, anche se ne hanno solo 4.

Loading Facebook Comments ...

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi